salcràuto o sarcràuto
Redazione De Agostini
sm. (usato per lo più al pl.) [sec. XVII; dal tedesco Sauerkraut, propr., cavolo acido]. Termine molto usato fino alla metà del Novecento per indicare i cavoli tagliati a striscioline e inaciditi per fermentazione (o, in modo meno ortodosso, con aggiunta di aceto), oggi detti più comunemente crauti.