cóme

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(antico cómo), avv. e cong. [sec. XII; latino tardo quōmo, abbreviazione di quomŏdo, come]. 1) Avv. e cong. di modo che esprime un rapporto di somiglianza o identità; spesso in correlazione con così, tale, tanto: (così) grosso come una casa; agire come prescrivono le regole; fai (così)come ti ho detto; tanto gli uni come gli altri. In loc., da come, dal modo in cui: da come parla si direbbe che sa tutto; di come, del modo in cui, del fatto che: si preoccupa di come sarà accolto; mi stupisco di come non ci sia nessuno. Con uso enfatico, nelle loc. io come io, per quel che mi riguarda; oggi come oggi, ora come ora, in questo momento, in queste circostanze. In loc. familiari, Dio sa come, non si sa bene; com'è vero Dio, per rafforzare un'affermazione; come viene viene, alla peggio, senza cura.

2) Cong.: A) in qualità di, in quanto: si presentò come rappresentante della comunità. B) Quasi, quasi che: “come aveste dovuto spendere di tasca vostra” (Verga). C) Appena, appena che: “Come tu sarai giunto presso la vetta, udrai” (Foscolo); nella loc.: come Dio volle, finalmente. D) Lett., poiché: “Com'era di luglio, e faceva un gran caldo, si tolse anche il vestito” (Verga). E) In proposizioni dichiarative: “Rivelava come il suo gusto fosse vitale” (E. Cecchi).

3) Avv.: A) in proposizioni interrogative dirette o indirette: come stai?; non capisco come abbia potuto saperlo; in particolare, per esprimere stupore: come? non hai ancora finito?; talora rafforzato da mai: come mai non c'eri? In alcune loc.: com'è che?, come va che?, per qual motivo: come va che non rispondi mai alle mie lettere?;come sarebbe a dire, per esprimere risentimento, dissenso; come no?, per rafforzare un'affermazione: se ci vengo? e come no? Familiare: com'è come non è, inaspettatamente. B) Quanto, in qual misura: com'è simpatico!

4) Usato come sm., il modo, il mezzo: volle sapere il come e il quando.

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