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Wassily Kandinsky
Tradizione e astrazione in Russia 1896-1921


1896-1921 Il percorso di Wassily Kandinsky dalla scoperta della vocazione artistica sino alla svolta dell'astrazione, tra tradizione popolare e artisti rivoluzionari.

Per lungo tempo la critica sovietica ha reputato Wassily Kandinsky un artista occidentale sia per gli esordi influenzati dall'Impressionismo francese sia per i singolari sviluppi della sua arte che ha spaziato dalle forme espressioniste, legate alle esperienze tedesche, sino all'astrazione.

Questa mostra con le sue novanta opere - tra dipinti, disegni e stampe - intende mettere in luce il debito di Kandinsky nei confronti della tradizione russa e i contatti, concomitanti o divergenti, con gli artisti di matrice russa suoi contemporanei, le opere dei quali sono presenti in mostra.

Una selezione di icone del XVII secolo e stampe tradizionali del XIX secolo mostra l'evidente fonte culturale popolare comune a una generazione di artisti russi, anche molto dissimili tra loro, da Victor Borrissov-Mussatov a Nikolai Roerich, dalla coppia Michail Larinov - Natalja Goncarova ad Alexej Jawlensky sino allo stesso Kandinsky.
La nascita di nuovi linguaggi espressivi fu possibile proprio grazie alla riscoperta dei valori tradizionali, del primitivismo e del folklore nazionale e consentì il superamento del realismo accademico dell'Ottocento e del naturalismo verso forme d'avanguardia.

Sin dalle prime prove, Kandinsky riesce a fondere le più moderne influenze e suggestioni internazionali con la cultura tradizionale. Nei primi dipinti veloci pennellate impressioniste tracciano episodi delle favole della narrativa popolare russa e delle steppe sino ad arrivare a colori e tratti espressionisti per le meravigliose e caratteristiche Cupole (1909) delle chiese ortodosse. È lo stesso Kandinsky a scrivere che ..."l'armonia è fondata sulle contraddizioni", così pure la sua arte, che riesce a raggiungere la rivoluzionaria svolta astratta partendo dal folklore russo.
Questa contraddizione nell'arte di Kandinsky è evidente (sino al 1918 circa) anche in una oscillazione del pittore tra il figurativo e l'astratto, in un'alternanza di lavori non-oggettivi accanto ad antecedenti figurativi.

"….La creazione di un'opera d'arte è la creazione di un mondo", leggiamo ancora fra gli scritti del pittore e Composizione VII è il quadro che ci apre al mondo poetico del pittore russo.
Nato "come una preghiera", preparato da quasi trenta studi fra schizzi, disegni e il grande bozzetto ad olio, Composizione VII cattura lo spettatore, proiettandolo verso le forme più mature che l'arte del maestro russo andrà a sperimentare.

Accanto a Kandinsky, la mostra suggerisce l'atmosfera di fervore artistico e culturale della Russia d'inizio Novecento con le sue tendenze innovative fra loro anche divergenti. Il primitivismo simbolista di Victor Borissov-Mussatov e il rigore di un Kazimir Malevic già orientato verso la non-oggettività del Suprematismo. L'energia creativa della coppia Natalja Goncarova - Michail Larinov che, partendo da posizioni espressioniste, approdò al Raggismo, personale rielaborazione del Cubofuturismo. E poi altre forti personalità quali Alexej Jawlensky, Aleksandr Rodcenko, Nikolai Roerich, Ljubov Popova ed altri ancora, che delinearono contatti fra le arti figurative, la musica, il teatro, la letteratura e la politica.

In questo meraviglioso fermento creativo domina la mostra uno spirito sereno e secolare, aleggia l'anima di una grande madre russa, pronta ad assorbire nella sua ricca cultura e tradizione tutte le espressioni dei suoi 'figli' che, pur rinnovando l'arte e la storia, rimangono fortemente suoi debitori.

(Tutte le immagini sono tratte dal catalogo della mostra edito da Mazzotta)

(a cura di Eleonora Grassi)

 

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