Il
tema della musica, il modo di suonarla e di viverla, è il protagonista
di questa rassegna che si pone come obiettivo quello di far ascoltare
i quadri e di far vedere la musica.
Gli
ultimi anni sono stati caratterizzati da un interesse crescente
verso il rapporto musica-pittura. Molte ed importanti sono state
le ricerche sull'iconografia musicale, sulle implicazioni musicali
contenute nel tema pittorico, sulle relazioni presunte o reali tra
la struttura della rappresentazione figurativa e l'organizzazione
del discorso musicale.
Ora, in contemporanea con un'altra impegnativa manifestazione di
tema analogo (Dipingere la musica
allestita a Cremona) la Fondazione Accademia Nazionale di Santa
Cecilia, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Artistici
e Storici di Roma e l'Istituzione Santa Maria della Scala di Siena,
propone una mostra che ripercorre l'evolversi della rappresentazione
della musica nella pittura tra la fine del XVI e i primi decenni
del XVII secolo.
Allestita
nella doppia sede di Palazzo Barberini a Roma e Santa Maria della
Scala a Siena, la rassegna presenta opere in parte celebrate e notissime,
in parte inedite e del tutto sconosciute, così che la mostra si
pone come una tappa originale di una ricerca che si sta sviluppando
progressivamente.
L'esposizione
si apre con alcuni significativi dipinti cinquecenteschi che costituiscono
i cosiddetti "precedenti": si tratta di opere legate alla cultura
veneta, lombarda ed emiliana come i Concerti di area tizianesca
o i Suonatori di liuto, importanti modelli per lo stesso
Caravaggio e testimonianza dell'affermarsi prepotente di un nuovo
strumento protagonista sulla scena musicale.
Seguono
alcune opere "di transizione" realizzate tra il Cinquecento e il
Seicento, periodo in cui tra i protagonisti ci fu certamente il
giovane Caravaggio, autore, nel corso dell'ultimo decennio del XVI
secolo, dei primi "nuovi" quadri musicali. In mostra non ci sono
opere del Merisi, ma sono presenti alcuni dipinti che riflettono
la contemporanea produzione della cultura classicista bolognese
all'interno della quale, seppur in maniera minore rispetto a Caravaggio,
cominciano a manifestarsi i primi sintomi di cambiamento. In quest'ottica
sono da leggersi le opere di Bartolomeo Passerotti e Ludovico Carracci.
A
questo punto si apre il nucleo più importante della mostra che è
dedicato al Seicento e alla diffusione, alla fortuna e agli sviluppi
che i nuovi modelli caravaggeschi ebbero nella prima metà del secolo.
Si susseguono così le opere che illustrano i tre temi principali
di questa sezione: l'amor vincitore, il suonatore di liuto e il
concerto. Si tratta di dipinti derivanti direttamente dai prototipi
caravaggeschi e successivamente rielaborati dai suoi seguaci, tra
cui Bernardo Strozzi, Astolfo Petrazzi, Orazio Riminaldi, Rutilio
Manetti, Pietro Paolini, Lionello Spada ed alcuni fiamminghi.
Un
altro gruppo di dipinti riunisce gli esempi più significativi dell'evoluzione
dei primi motivi musicali caravaggeschi e la loro contaminatio
con altri elementi. Protagonisti ora sono opere di Mattia Preti,
Giovanni Lanfranco, Giovanni Martinelli, Bernardo Strozzi, Valentin
de Boulogne, Rutilio Manetti, Gerrit van Honthorst detto Gherardo
delle Notti, Hendrick Terbrugghen, Johannes Baeck ed di altri artisti
fiamminghi e olandesi in cui allegorie, simboli e allusioni si alternano
a alla sensualità e all'erotismo sempre in associazione al tema
musicale.
L'ultimo,
nutrito gruppo di dipinti in mostra si ricollega direttamente ai
temi tradizionali dell'iconografia musicale e comprende un insieme
di dipinti dedicati all'immagine e al mito di Santa Cecilia, divenuta
nel tempo al protettrice della musica.
La
galleria pittorica è arricchita e valorizzata dall'esposizione di
strumenti musicali antichi di grande pregio provenienti, per quanto
riguarda la sede romana, dalle collezioni del Museo Nazionale di
strumenti musicali e dal Museo strumentale dell'Accademia Nazionale
di Santa Cecilia, mentre per la sede senese saranno presenti strumenti
che provengono dalla collezione dell'Accademia Musicale Chigiana.
Infine,
oltre a esecuzioni musicali dal vivo, la rassegna offre al visitatore
(grazie a cuffie fornite all'ingresso della mostra) l'opportunità
di ascoltare musiche del periodo preso in esame, individuate per
il particolare riferimento ad alcuni degli strumenti o alle tematiche
iconografiche presenti nei dipinti esposti.
Un
riuscito tentativo di far ascoltare i quadri e di far vedere la
musica.
(Tutte
le immagini sono tratte dal catalogo della mostra edito da Skira)
(a cura di
Caterina Vagliani)
ALTRE
MOSTRE
Dipingere la musica.
Strumenti in posa nell'arte del Cinque e Seicento
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Campi. Scene del quotidiano
Il
Cinquecento lombardo. Da Leonardo a Caravaggio Cinquecento veneto. Dipinti
dall'Ermitage
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e la pittura emiliana del ‘600. Capolavori dai Musei Romani
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Foppa. Un protagonista del Rinascimento
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Tiarini. La grande stagione della pittura del Seicento a
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